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Glossario

I termini che compaiono sulla dashboard, spiegati in parole semplici. Se un dato ti sembra strano — due tipi di petrolio con prezzi diversi, un valore fermo da settimane — qui trovi il perché.

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WTI e Brent: perché due prezzi per «il petrolio»

Sono entrambi petrolio greggio leggero e a basso zolfo, ma sono due benchmark diversi: due punti di riferimento che il mercato usa per prezzare tutto il resto.

  • WTI (West Texas Intermediate) si consegna a Cushing, in Oklahoma, nell'entroterra degli Stati Uniti. È il riferimento del mercato nordamericano.
  • Brent prende il nome da un giacimento del Mare del Nord e si riferisce a greggio estratto lì e caricato via nave. È il riferimento per Europa, Africa e gran parte del mercato internazionale.

La differenza di prezzo (lo spread Brent–WTI) nasce soprattutto dalla logistica: il Brent, essendo già su nave, raggiunge facilmente qualsiasi mercato; il WTI parte dall'entroterra e dipende da oleodotti e capacità di stoccaggio locali. Si aggiungono la maggiore offerta interna USA (shale) e il premio per il rischio geopolitico che pesa più sul Brent. I due prezzi restano comunque molto vicini e si muovono quasi sempre nella stessa direzione.

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Weekly Oil Bulletin (Commissione Europea)

È il bollettino settimanale con cui la Commissione Europea pubblica i prezzi medi al consumo di benzina e diesel — tasse incluse — per ciascuno dei 27 Stati membri. I dati sono comunicati dai singoli Stati e raccolti in un unico documento, pubblicato di norma il giovedì.

È la fonte dei prezzi carburante europei che vedi sulla mappa e nella tabella «Carburanti al consumo». Sono medie nazionali, non il prezzo di un singolo distributore.

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EIA (U.S. Energy Information Administration)

È l'ente statistico ufficiale del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti. Raccoglie e pubblica dati indipendenti su produzione, consumi e prezzi dell'energia, compresi i prezzi medi settimanali di benzina e diesel al distributore. È la fonte dei dati USA di questo sito.

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Perché alcuni dati sono giornalieri e altri mensili

Dipende da come nasce il prezzo alla fonte.

  • Petrolio e gas naturale sono scambiati ogni giorno su mercati finanziari molto liquidi: esiste una quotazione per ogni giornata di contrattazione. La fonte originale (l'agenzia statunitense EIA) però le pubblica una volta a settimana, tutte insieme: per questo l'ultimo prezzo mostrato può avere fino a una settimana.
  • Metalli e materie prime agricole qui arrivano da serie di prezzo mondiale aggregate (tipo «Global Price of…»), che sono medie mensili pubblicate con un ritardo di circa due mesi: a metà settembre, per esempio, il dato più recente è quello di luglio. Per queste, l'aggiornamento è mensile.
  • Carburanti al consumo seguono la cadenza di chi li rileva: settimanale sia per l'UE (giovedì) sia per gli USA (di norma a inizio settimana, ma il giorno può slittare dopo una festività: per questo li controlliamo ogni giorno).
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I badge «in attesa» e «non aggiornato»

Compaiono accanto alla data di una materia prima quando l'ultimo valore che abbiamo comincia a essere vecchio rispetto alla cadenza attesa per quella fonte. Sono due stadi, non uno: "in attesa" quando il ritardo è ancora dentro un margine di tolleranza normale (un weekend, una festività), "non aggiornato" quando anche quel margine è superato. In entrambi i casi non significa che il dato sia sbagliato: significa che potrebbe non essere quello corrente. Le soglie precise e il ragionamento dietro i due badge sono spiegati nella pagina Metodologia.